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Se vuoi scrivere un articolo giornalistico sull’argomento, puoi farlo su Wikinotizie. Flag of the Islamic State of Iraq and the Levant2. Siria e Iraq, dove fino al 2017 controllava militarmente un ampio territorio. L’ONU e alcuni singoli Stati hanno esplicitamente fatto riferimento allo Stato Islamico come a un’organizzazione terroristica, così come i mezzi d’informazione in tutto il mondo. Essendoci differenti scuole di pensiero su quali siano le caratteristiche che definiscono uno Stato, la questione se lo Stato Islamico possa o no essere considerato uno Stato non riceve una risposta unanime dagli studiosi della materia. Lo stesso argomento in dettaglio: Jama’at al-Tawhid wa al-Jihad e al-Qaida in Iraq. Gli attacchi contro i civili, il governo iracheno e le forze di sicurezza aumentarono nei successivi due anni.

Secondo uno studio dei servizi segreti statunitensi all’inizio del 2007, lo Stato Islamico aveva pianificato di sottrarre potere nell’area centrale e occidentale del paese e trasformarle in un califfato. Le truppe statunitensi fornirono nuovo personale per le operazioni contro lo Stato Islamico, e ciò permise di catturare o uccidere molti membri di alto livello del gruppo. Qāʿida sembrava aver perso il suo punto d’appoggio in Iraq e appariva seriamente menomata. Nel 2009 il futuro comandante dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, venne rilasciato dal campo di detenzione americano di Camp Bucca in seguito al parere di una commissione che ne raccomandava il “rilascio incondizionato”. Il 16 maggio 2012 Abū Bakr al-Baghdādī fu nominato nuovo comandante dello Stato Islamico dell’Iraq. Nel luglio del 2012 Abū Bakr al-Baghdādī pubblicò in linea una dichiarazione audio nella quale annunciava che il gruppo stava ritornando verso le roccaforti dalle quali gli statunitensi e i Figli dell’Iraq li avevano scacciati prima del ritiro delle truppe americane. Lo stesso argomento in dettaglio: fronte al-Nusra. Nel marzo del 2011 cominciarono delle proteste contro il governo siriano di Baššār al-Assad. Nei mesi seguenti la violenza tra i dimostranti e le forze di sicurezza portò alla graduale militarizzazione del conflitto.

Dopo aver conquistato le città irachene, ISIS ha pubblicato alcune linee guida su come indossare veli e vestiti. Смотрите видео сами, пока автор его не убрал. If a website building novice asks me to point them in the direction of a totally free website builder software, Mobirise will now be high on my list of recommendations. Secondo la giornalista Sarah Birke, una delle “differenze significative” tra il fronte al-Nuṣra e lo Stato Islamico è che quest’ultimo “tende a essere più focalizzato sull’istituzione di un proprio governo nel territorio conquistato”. Alla fine di settembre del 2014 più di centoventi studiosi islamici di tutto il mondo hanno firmato una lettera aperta al leader dello Stato Islamico rifiutando esplicitamente le interpretazioni che il gruppo dà del Corano e della ḥadīth per giustificare le proprie azioni.

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Nell’aprile del 2013 al-Baghdadi pubblicò una dichiarazione audio nella quale annunciò che il Fronte al-Nuṣra, finanziato e sostenuto dallo Stato Islamico dell’Iraq, non era che un’estensione in Siria dell’ISI, e che i due gruppi si stavano fondendo insieme col nome “Stato Islamico dell’Iraq e Al-Sham”. Nel giugno del 2013 Al Jazeera disse di aver ottenuto una lettera del capo di al-Qāʿida Ayman al-Zawahiri, indirizzata a entrambi i comandanti, nella quale questi si espresse contro la fusione e incaricò un emissario di supervisionare le relazioni tra i due gruppi per porre fine alle tensioni. Lo stesso mese al-Baghdadi pubblicò un altro messaggio audio rifiutando la decisione di al-Zawahiri e dichiarando che la fusione stava proseguendo. Secondo la giornalista Sarah Birke ci sono “significative differenze” tra il fronte al-Nuṣra e l’ISIS. Mentre al-Nuṣra agisce attivamente per rovesciare il governo di Assad, l’ISIS “tende a essere più focalizzata a istituire un proprio governo nei territori conquistati”. L’ISIS è “molto più spietata” nel creare uno Stato islamico “portando avanti attacchi settari e imponendo immediatamente la shari’a”.

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L’ISIS conta una grossa presenza nella Siria centrale e settentrionale, dove ha imposto la shari’a in alcune città. Il gruppo probabilmente controlla le città di confine di Atmeh, al-Bab, Azaz e Jarablus, e di conseguenza ciò che entra ed esce tra Siria e Turchia. Nel maggio del 2014 Ayman al-Zawahiri ordinò al Fronte al-Nuṣra di sospendere gli attacchi all’ISIS. Bukamal, lungo l’Eufrate al confine con l’Iraq, promise alleanza con l’ISIS. La sera del 29 giugno 2014 l’ISIS ha proclamato la restaurazione del califfato islamico, con Abū Bakr al-Baghdādī come califfo. Una settimana prima di cambiare il suo nome in “Stato Islamico”, l’ISIS ha preso Trabil, attraversando così per la prima volta il confine giordano-iracheno. L’8 agosto 2014 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha autorizzato i primi bombardamenti mirati contro lo Stato Islamico nel nord dell’Iraq e il lancio di aiuti umanitari alle popolazioni in fuga dalle zone da esso occupate.

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I primi attacchi sono stati effettuati con dei caccia F-18 e dei droni Predator. Nei giorni successivi le truppe dell’ISIS si sono rese responsabili di un nuovo massacro nel villaggio yazidi di Kocho, in cui hanno ucciso oltre 80 uomini e hanno rapito più di 100 donne, dopo che gli abitanti si erano rifiutati di convertirsi all’Islam. Oltre agli yazidi e ai cristiani assiri, lo Stato Islamico ha perseguitato anche la minoranza sciita dei turcomanni, 700 dei quali sono stati massacrati tra l’11 e il 12 luglio nel villaggio di Beshir. Lo Stato islamico ha operato massacri anche in Siria, dove nelle prime due settimane di agosto ha ucciso oltre 700 membri della tribù sunnita degli Chaitat, che si era ribellata alla sua autorità nell’est del Paese. Il 16 settembre l’ISIS tenta l’offensiva verso la città curda di Kobanê, sul confine turco.